bestiaIeri la Blizzard ha presentato Overwatch, un FPS a classi che ricorda Team Fortress 2 e non solo, presentato con un trailer degno della miglior Pixar. Ma forse la notizia vera è che finalmente la Blizzard ci propone una franchise del tutto nuova, nè WarCraft nè StarCraft nè Diablo.

Uno dei primi personaggi che compare (e spacca tutto) nel trailer è un gorilla corazzato, e diremmo che sta dalla parte dei buoni. Sul sito (nuovo nuovo) del gioco viene presentato come Winston… grande, blu, con gli occhialini, scienziato… hey, ma non ci conosciamo?
Mi viene subito in mente Hank Mc Coy, la Bestia degli X-Men.

Ma non solo Hank, il gorilla è sempre andato molto di moda. E la Blizzard -si sa- non sempre inventa proprio tutto da zero, ma è molto brava a mixare, sintetizzare e sublimare idee già esistenti. Ecco la conclusione cui sono arrivato:


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Va di moda tornare alle origini. Ed ogni tanto questo ritorno ha il sapore di una rivoluzione.
La Gilda One Obsession riparte per l’ennesima avventura, con qualche capello bianco in più, segno di mancanza di sonno e maggiore saggezza.
Questa Gilda si sta ritrovando grazie a messaggi di fumo, telefonate di vecchi amici, antichi post di aneddoti e magiche serate.
Non apm, first kill o spadoni viola, ma muri invisibili, cantici improbabili, dps intangibili. Quando pensiamo alla nostra Gilda pensiamo all’allegria di Gnaffo, ai banner di Preda, alle pagelle di Mader, alla disponibilità di Proto, alla grinta di Iltech, alla calma di Lytuz, alla compagnia di Never, alle vergogne di Runetotem di Ashtalar, alle tette di Aya…

La nostra non è la gilda dei Tremendum che annientano Deathwing nell’espansione prima, non siamo gli Evilsquirrels con PG vestiti solo di strass arancioni.
Se fossimo così saremmo noiosamente identici a tanti altri, anzi più scarsi, ed allora tanto varrebbe andare in gilde più Prò… forse un pò di frustrazioni e delusioni le dobbiamo proprio ai momenti in cui ci siamo sentiti più prò che amatori. Del resto non dimentichiamoci che esistiamo grazie al nostro passato, al quale dobbiamo essere molto grati per quanto ci siamo sempre divertiti, giocando in tanti modi, provando tante strade, più o meno “prò”.

Ma quelli che oggi sono presenti in prima fila, che scaldano il Fo.Orum pronti ad una nuova avventura, s-freezzati e contenti, non sono i mostri viola dai 100.000 DPS. Sono quelli del “Raid B”, quelli che scelgono prima la compagnia poi i videogiochi, quelli che finita l’ultima ondata di WoW si sono cimentati in World Of Tanks, Dota2, Hearthstone, WildStar, il Fantacalcio, Diablo e SolForge.
Oggi il presente sono loro, loro che ci sono oggi come ieri e che non hanno mai lasciato la Co.Ommunity ed il Fo.Orum, non hanno mai smesso di giocare e mettersi in gioco.
Milka, Guardone, Zaius, Proteas, Trollollo, Capehorn, Pichan, Erma, Wolframio, Ameba, Caglix… Ed altri arriveranno magari da altri giochi, e magari dopo WoW ci mischieremo in War Thunder o Heroes Of The Storm.

Ci abbiamo messo un sacco di anni, ma forse finalmente lo stiamo capendo, la forza di una community sta in due fattori: provare tanti giochi e puntare sulle proprie peculiarità. Se proviamo a fare la gilda “progress-ad-ogni-costo” siamo uguali a tante altre gilde, anzi magari nella parte destra della classifica. Se invece puntiamo sul gruppo, sul nostro bel gruppo e sul nostro bel modo di giocare siamo semplicemente unici, qualsiasi sia il gioco in cui ci cimentiamo. Anche un giochino flash o il fantacalcio.

All’atto pratico, per la Gilda di WoW che sta pian piano rimpolpandosi, questo significherà progress assieme, raid ai quali partecipano tutti, piuttosto a giro ed anche cambiando raid leader, gestendo eventuali problemi in tutta serenità sul Fo.Orum. Magari anche provando a non lasciar fuori chi per lavoro, famiglia o altro riesca a loggarsi solo una sera ogni tanto. Sarà più lento arrivare in fondo, ma siamo invecchiati tutti e sappiamo che il bello di un gioco è giocare (maguardaunpò) e farlo assieme. L’assegnazione del loot poi non sarà fatta in autonomia dal leader, ma il leader sarà solo l’arbitro di un’assegnazione che avverrà di comune accordo, o rollando, o piangendo, o implorando più penosamente degli altri, o con una gara di rutti.

Forse non sarà facile, forse dovremo dimostrare di essere invecchiati bene e davvero con saggezza, ma sarà più vicino al nostro modo di essere For Fun, a chi siamo oggi, e di sicuro renderà palese a tutti la nostra originalità, magari spingendo alcuni ad unirsi a questa nostra pazzia. Abbiamo imparato anche questo: se ci apriamo agli altri e cerchiamo nuovi amici ci divertiamo di più.

In bocca al lupo quindi alla NUOVA GESTIONE, a Proteas nuovo bar-master e baluardo di questo menu, ed a tutti quanti… BUON DIVERTIMENTO!

o.O Admins & Mods

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Phineas T. “PIT”. Rotostar era un Corporixian – mid-level manager al laboratorio di mid-level genetics – che avrebbe cambiato il pianeta Corporix, e la galassia! Essendo un Corporixian, PIT. sapeva che il modo migliore di cambiare tutto era quello di trasformare un grande profitto con poca spesa in uno con nessuna spesa. Ma come raggiungere questo duplice obiettivo vagamente definito?

“La risposta a un duplice obiettivo vagamente definito,” disse un giorno a nessuno in particolare, “è un duplice approccio di marketing vagamente definito!”

PIT. realizzò che il problema stava nella modalità in cui la sua gente aveva fatto affari: con poca concentrazione, organizzazione e risorse umane – tratti che credeva fossero contenuti, ma soppressi, nel materiale genetico di ogni Corporixian. Anche se la maggior parte delle attività delle corporation che componevano il governo planetario di Corporix erano gestite da bot, le popolazioni Corporixian erano in grave declino. L’avversione reciproca, frutto dell’evoluzione, che all’inizio fu un tratto vincente in mercati competitivi, raggiunse un punto di non ritorno quando i profili genetici divennero facilmente manipolabili. I Corporixians specularono su questi profili sul Corporixian Gene Exchange (CGE), in modo compulsivo, generando un’economia d’azzardo che prosperò e divenne causa della loro stessa estinzione inconsapevole. Ma col suo duplice approccio PT Rotostar avrebbe salvato la razza Corporixian
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Dire che abbiamo atteso con trepidazione questo evento per un anno è poco, dire che le aspettative erano altissime ancora meno. Abbiamo seguito l’evento su TS, ammetto facendone poca pubblicità… ma voi dovreste aver imparato ad aprire TS ed aggregarvi a chi c’è, o no?!?
Oltre 10 milioni di dollari di premi in totale, arena gigantesca, finalissima in diretta TV su ESPN, i migliori team del mondo tutti insieme per 4 giorni di spettacolo, ma qualcosa va storto: gli Alliance, i campioni dello scorso anno sono fuori prima del main stage event, i Na’Vi escono giocando una partita orribile, con un Dendi che viene demolito dalle gank mid. I Cloud9 mandano in delirio la folla con un pick di Meepo ed una partita fantastica, ma buttano via il game 3 con un Roshan liv. 1, e questa è solo la punta dell’iceberg del disastro di questo International (parlerò della finale e semifinale più avanti).
Si diceva che questa patch fosse bilanciatissima, che chiunque potesse giocare qualsiasi cosa ed avere le stesse chance di vittoria. E invece abbiamo visto i team cinesi dominare questo evento, abbandonando la loro classica impostazione da late game, e travolgendo qualsiasi team con dei maledetti all-in push. Rax distrutte al 12° minuto e team europei che non riuscivano a fare nulla
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Dopo qualche ora di gioco , esprimo come promesso sensazioni sul videogame.

Eroi


Inizio con la scelta dei pg: come tutti sapete i pg non sono sbloccati come in dota o LoL ma vi è una rotazione settimanale di 7 eroi giocabili. Per sbloccare gli eroi e poterli giocare sempre, bisogna comprarli con i gold e possono costare da un minimo di 2000 gold a un massimo di 10000, oppure acquistarli con denaro reale da 2.49 euro a 7.49 euro.
Ogni eroe ha una attitudine specifica che può essere: Warrior(tank), Assasin(dps), Support(healer), Specialist(eroi particolari in grado di buttare giu torri in solo).

Gold , livelli e quest

Esistono 2 modi per fare gold, il primo è livellando: ad ogni livello fatto si ricevono 600 gold. Per livellare basta giocare, alla fine di ogni partita in base alla durata del game vengono dati dei punti exp sia alla squadra che vince, che ne prende ovviamente di più grazie anche ad un bonus vittoria, sia a quella che perde. I livelli non sono infiniti, il cap è di 40, quindi a 600 gold per livello si arriva a 24000 gold. Esiste anche la possibilità di aumentare l’exp ricevuta facendo le Hero quest sbloccabili da livello 10, che possono essere effettuate per ogni personaggio, e per 2/4/10 game regalano exp aggiuntiva oltre a skin e mount. Al momento per fare un livello devo giocare circa 6/7 game.
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o.O su WildStar       E’ sempre un bel momento quello dell’uscita di un gioco. Anche adesso che siamo più vecchi, che ne abbiamo visti tanti, che facciamo i duri e sembra che nulla possa più stupirci. Un pò mentiamo.
Domani tocca a WildStar
oOstyle sarà una Gilda italiana su WildStar – ASCENDANCY – Dominion le paroline chiave andavano scritte per bene tutte in fila hihi
Sarà bello? Meglio della Beta? Ci conquisterà? Torneremo a raidare come su WoW? Davvero ci saranno tantissime cose da fare? E davvero il sistema di combattimento farà la differenza anche sul lungo periodo?
Ovviamente non possiamo rispondere ora. Come sempre, in questi momenti, ci cerchiamo, ci citofoniamo, per sbarcare assieme, e speriamo di trovare il sostituto di World Of WarCraft (2004), o più in generale l’erede di tutti quei giochi che ci hanno coinvolti a decine.
      Questo forse è ancora più difficile da realizzare, ma c’è il vantaggio che, se il gioco lo permetterà, molto del riuscire a giocare assieme, del trovare l’erede, dipenderà da noi.
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“E dunque la morte non è nulla per noi, che quando ci siamo noi non c’è la morte, e quando c’è la morte non ci siamo noi.”

 

 

Non so perché, ma quando si parla di Dark Souls, tutti si sentono in dovere di sottolineare l’alto livello di difficoltà. La cosa non mi piace, perché sembra relegare la serie a una nicchia di duri e puri. Dark Souls non è una medaglia da appuntarsi sul petto per mostrare di essere dei campioni dei videogiochi: Dark Souls è invece una serie di giochi bellissimi, da godersi senza ansia da prestazione o esibizionismi di sorta.

Ds e Ds 2 (appena uscito per ps3 e xbox360, dal 24 aprile per pc) si possono definire dei giochi di ruolo incentrati sull’azione, ma sono giochi sui generis. Non sono un vero gioco di ruolo per molti versi, che il tuo personaggio non parla mai, né hai quest da completare. Ma allo stesso tempo il primo Ds è uno dei giochi con l’ambientazione e la storia più affascinanti che ho giocato. Il tutto però viene narrato in maniera sottile, attraverso le descrizioni degli oggetti e l’interazione con gli npc (non sempre affidabili!), e serve molta attenzione per capire il senso vero delle azioni compiute dal tuo personaggio – sempre che ce ne sia uno solo, che molte cose sono aperte a più interpretazioni.


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