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Lamer. E’ la prima cosa che viene in mente. Non un lamer qualsiasi però, sicuramente non “PRO” e neanche troppo alla moda. Certi scherzi sono vecchi come il “Come se fosse antani per due in prefettura”. Però funzionano, o hanno funzionato, magari una volta sola, epica, indimenticabile. Da raccontare a tutti, salvare lo screenshot e sentirsi addosso l’achievement più tosto del mondo. Più “GOSU”, anche se non di molto, anche se i nuovi player sbarbatelli di oggi non lo sanno cosa vuol dire GOSU, della tecnica del polacco o di un torrettamento fatto con Undead o Zerg. Ah quanto ci manca WarCraft III! Abbiamo passato anni a dire che era diverso, più monotono, meno rts, meno sport del vecchio StarCraft, eppure c’era qualcosa di fantastico nel giocare un eroe in un RTS, harassare, distrarre, correre in mezzo a decine di arcerine, stunnare e lasciare che il Lightning Shield facesse il resto.

Allora come oggi ci lasciamo impressionare dall’avatar vicino al nick dei nostri avversari: “hey questi sono forti! guarda che caspita di immagine hanno”… Salvo poi darle molto più di quante ne prendiamo, increduli, esaltati e felici come bambini, perchè sicuro al limone che è sempre una gran figata quando vinci ma “è solo un gioco” quando perdi. Ed eccole qui le nostre statistiche di gioco… giocatori veterani, appassionati, con poco tempo libero da dedicare alla conquista del mondo, che online vendono cara la pelle, arrivano ai boss finali di WoW con una gilda affiatata, apprezzano sia i migliori giochi per console sia il rapporto tempo/soddisfazioni di Hattrick.
Da veri esperti studiamo Guild Wars 2 prima che esca, piazziamo un sacco di giocatori nella top-ten di Pauper Magic, fragghiamo allegri su Team Fortress 2 e rivoltiamo Diablo III come un calzino. Molti di noi amano ricordare quando quello o.O era l’unico clan italiano, bello e numeroso su Age Of Mythology, le partite con Legend n°3 in Italia su WarCraft, la giornata passata con Mahnahmahna campione di Carcassonne.

E queste sono solo le statistiche legate all’agonismo, se chiudi il gioco, magari con una combinazione di tasti da tastiera… che ti fa anche perdere la partita… scopri che c’è molto altro, anzi, che c’è tutto il resto e che è la fetta più grande di noi. Perchè alcuni di noi scelgono di togliersi le cuffiette di teamspeak e vedere in faccia chi c’è dall’altra parte del filo, e allora nascono cose meravigliose, incredibili, come miniraduni, raduni in grande stile che tengono sotto scacco piccole città, amicizie forti. Sono evoluzioni impossibili quelle che succedono: giocatori distanti centinaia di chilometri, che si incontrano durante una trasferta di lavoro, o d’estate con le famiglie davanti a un barbeque. E con la naturalezza di un click cominciano a spuntare serate assieme in birreria o sui navigli, partite di calcetto, a bowling o a Magic nel retrobottega di un bar, antichi viaggi a Terni e Narni, la prima volta che Aya e Skazzo hanno visto Gnaffolandia, le partite di Call Of Duty a Torino, le lannate con la FAmigghia, teamspeak sempre pieno, serate da sbellicarsi e perchè no anche qualche sanissima azzuffata. Per inventarsi i video sul wrestling di Handor e Snuffz non servono 200 apm, bisogna solo spegnere il PC o accenderlo per usarlo in modo diverso, magari sul Fo.Orum per proporre, coinvolgere e organizzare assieme. Trovarci e rincorrerci online è l’ingrediente segreto della felicità di quando ci incontriamo davanti ad una birra.
ALT+F4 for my stats significa tutto questo, significa dire “Al 3 si parte” e partire a razzo al 2 fra gli insulti dell’avversario, e significa “chiudi il gioco per conoscerci”.
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