Free to play WildStar

Premessa

Ho scoperto e mi sono appassionato a WildStar grazie agli artwork che venivano pubblicati quando ancora era in sviluppo. Il team è di primissimo livello, il suo fulcro è composto da una ventina di fuoriusciti dalla Blizzard con l’intento di creare un MMO che non fosse “arcade” come ormai è diventato WoW. Mi fu subito chiaro, guardando ai disegni, alla grafica ed alle altre informazioni che lasciavano trapelare, che la qualità del lavoro che stavano facendo era davvero SUPERIORE. Poi uscì il cinematic trailer del gioco… e rimasi a bocca aperta. Ho giocato alla beta ed acquistato il gioco, quindi insieme a Proteas, Guardone, Milka e tanti altri ho trascorso numerose e divertentissime serate “su Nexus”.

Dati non dati

WildStar ha prodotto un hype mostruoso con la Beta, ha avuto il picco di utenti nei 2-3 mesi successivi alla sua uscita, poi è calato. NCSOFT non ha mai pubblicato i dati relativi agli account attivi, dalle informazioni raccolte qua e là sembra che al suo massimo WildStar sia arrivato a 3/400.000 utenti, e che adesso sia attestato sui 50.000 abbonamenti mensili. Ripeto: si tratta di stime, non verificate, ricavate dal bilancio di NCSOFT e altri dati empirici. Ma tanto basta per dire che siamo lontanissimi dai numeri della Blizzard e lontanissimi dai numeri attesi da Moore e soci.
Il dato certo è invece il successo che WildStar ha riscosso su tutti i siti di videogiochi grazie al suo carisma, alle novità introdotte col sistema di combattimento ed alle tante feature collaterali.

<< Clever questing and a stand-out combat system make for an entertaining MMO that’s as large as it is full of character. >>
PC Gamer

E’ altrettanto certo che le critiche maggiori sono venute dal pubblico, infatti il gioco non ha sfondato! Le opinioni negative più diffuse riguardano la noia delle quest (secondo me nè migliori come dichiarato dal gioco, ma sicuramente neanche peggiori di quelle degli altri giochi), lo storytelling non così profondo/immersivo e la sua difficoltà, troppo “hardcore”.

FREE TO PLAY

Ma NCSOFT ci crede, ci crede e di sicuro vuole provarle tutte per far fruttare questo titolo. Sostengono che il Free To Play sia il miglior modello di business per il genere MMO e dichiarano di recepire ciò che è stato scritto praticamente su tutti i forum: “I like the game, I’m just not paying you any money for it”. Infine, saggiamente, convinti del buon prodotto che hanno per le mani puntano a farlo conoscere a più persone possibili, fiduciosi di poter conquistare tanti nuovi utenti.
In questi mesi ogni tanto ho “googlato” alla ricerca di opinioni autorevoli o dei numeri che non hanno mai voluto dichiarare, e nonostante tutto sono convinto che la mossa di rendere il gioco Free To Play sia da attribuire più a coraggio che a disperazione. Soprattutto se si pensa alla grande qualità (e anche alla quantità) del lavoro svolto. Di alternative ne avevano, per esempio abbassare semplicemente i costi o spendere in pubblicità l’investimento che stanno invece facendo per rendere il gioco compatibile col F2P. O continuare così: 50.000 abbonamenti mensili sono lontani da WarCraft ma non sono pochi se paragonati ad altri titoli.

COSA CAMBIA?

Di sicuro hanno ascoltato le voci provenienti dalla base, i borbottii sui forum, perchè oltre ai cambiamenti necessari per adattare il gioco al nuovo modello di business implementeranno queste modifiche:

  • Razionalizzazione delle statistiche degli oggetti e dei personaggi perchè siano più intuitive, sia aggiungendo opzioni di alto livello, sia dando ai giocatori maggiore flessibilità.
  • L’Amp system sarà reso più semplice sbloccando tutti gli slot.
  • Rivisitazione dei dungeon e dei contenuti dell’open world in modo che l’esperienza rimanga sfidante ma non brutale.
  • Miglioramento del tutorial e dell’early game, per un ingresso nel gioco più facile e veloce.

Strizzano cioè l’occhio a chi giudica il gioco troppo difficile, caratteristica che secondo me è un pregio, non un difetto, ma a quanto pare tiene lontani molti giocatori… WoW docet.

FREE vs PAGANTI (Signature)

Riassumendo tutti i dettagli con cui spiegano le differenze tra utenti free e paganti (Signature), possiamo dire che non ci saranno limiti ai contenuti, nè al mondo, nè ai dungeon. Le differenze riguardano solo bonus vari ed alcune feature.

L’account free avrà questi vincoli:

  • 2 soli personaggi (contro 12 per chi paga)
  • 2 soli slot in banca (contro 5 per chi paga)
  • limite a 1000 decor item (2000)
  • 3 soli active bids e 3 soli active sell lots all’asta (30-30)
  • non può creare cerchie, warparty o gilde, può aderire ad una sola cerchia

Gli utenti Signature avranno questi vantaggi:

  • bonus del 10% nel crafting
  • accesso prioritario nelle code ed al supporto
  • 25% di bonus currency
  • 10% di proc nel gathering
  • 15% di rischio di overcharge in meno al Circuit Board Crafting
  • 50% di bonus nella reputazione dai combattimenti e 25% dalle quest
  • cooldown ridotto del 50% (rispetto ad 1h per i free)
  • doppio rested
  • 25% di bonus XP

Loyalty Program

Alcuni vantaggi possono essere guadagnati dagli utenti Free anche senza dover pagare, attraverso i punti del Loyalty Program:

  • 10 active bids e 10 active sell lots all’asta
  • può creare, invitare ed aderire a 5 cerchie
  • può creare, invitare ed aderire ad 1 gilda
  • può creare, invitare ed aderire ad 1 warparty
  • 10% di rischio di overcharge in meno al Circuit Board Crafting
  • 10% di bonus nel crafting
  • 10% di proc nel gathering
  • 50% di bonus nella reputazione dai combattimenti
  • 50% di rested in più

Chi ha comprato il gioco, o è stato abbonato al gioco prima del suo passaggio al F2P, verrà premiato in Loyalty Points… più una serie di premi e ammenicoli in-game tipo decor o mount. Infine, ovviamente, chi avrà una sottoscrizione attiva al momento del passaggio passerà automaticamente alla subscription “Signature”.

Ci sembra sempre una buona notizia quando un gioco diventa “FREE”. Bisogna però anche sperare che qualcuno ogni tanto paghi, ma secondo me WildStar ha le carte in regola per convincere molti nuovi giocatori: Moore e i suoi fanno bene a provarci con questo coraggio e questa consapevolezza. Ci si becca online in autunno! :)