Bioshock Infinite (1a parte)

Dopo un’attesa a dir poco estenuante, ecco che arriva questo tanto sognato Bioshock Infinite, terzo episodio della famosa saga di FPS che fa però storia a sè: del resto non è intitolato “Bioshock 3” e tratta temi piuttosto spigolosi come fanatismo religioso e patriottico, schiavitù, insurrezione popolare. Ci si sposta anche dagli abissi marini a una città sospesa in aria grazie alla meccanica quantistica, ma avremo modo di capirne meglio non appena approderemo su Columbia.

La versione del gioco da me testata è per PC su piattaforma Steam con OS Windows 7 Home 64bit, processore Intel i5 2660, Sk Video nVidia GeForce GTX660, 8Gb Ram.

Un po’ di maretta durante l’installazione

Il giorno di release mi precipito in negozio a ritirare la mia copia PC per la quale mi viene regalata anche una custodia in metallo col marchio delle industrie Fink. La scarto e sento quel bel profumo da figurine Panini che mi evoca tanti bei ricordi. Smetto di annusare e inserisco il primo dei tre DVD d’installazione, ma ecco che già cominciano i problemi. Finita l’installazione del primo disco non mi viene chiesto l’inserimento del successivo ma Steam, di sua iniziativa, decide di proseguire scaricando dal server i restanti 12Gb. Onde evitare di fare l’alba (il server è sovraccarico ed il download lentissimo), vado a modificare la stringa del collegamento sul desktop aggiungendo l’opzione “-install e:”, procedura che ha successo e mi permette di proseguire l’installazione coi dischi. A fine installazione oltreo i disclaimer iniziali mi devo subire qualcosa come 40 secondi di loghi e marchi che si susseguono sul monitor, senza possibilità di skip con ESC o INVIO.
Quindi, finalmente, riesco ad accedere alle opzioni video. Le impostazioni automatiche del gioco mi fanno schizzare le animazioni del menu come fossero quelle di un DVD e noto con piacere che è già tutto regolato sulla risoluzione di 1920×1080 ma con texture di qualità media. Riuscirò così a giocare con 55-59/60 fps fissi salvo alcune eccezioni di cui parlerò in seguito. Riavvio il gioco per salvare le impostazioni e mi si propina di nuovo la stessa parata commerciale di quaranta secondi. Provo aggiornando Bioshock con Steam (o “Skynet”, non saprei come definirlo) e fortunatamente al nuovo riavvio risolvo il problema del carosello pubblicitario. Installate e aggiornate immediatamente il gioco.
In aggiunta aggiornate anche i driver nVidia anche se i miglioramenti di prestazioni di Tomb Raider e Bioshock Infinite non sono citati nella change list.

La sinossi (si dice così?) del gioco

Come ho già accennato, Bioshock Infinite è da considerarsi come una nuova saga staccata dai due titoli precedenti, ma che mantiene cari concetti base come la ricombinazione del DNA e la creazione di un’area urbana indipendente dall’oppressione del governo. Niente più sorelline né Big Daddy purtroppo, ma in effetti la possibilità di far del male a delle bambine, anche se non reali e neanche “umane”, non mi è mai andata a genio… finivo sempre con l’essere l’eroe buono, anziché un tiranno di infima morale.

Gli eventi narrati nel gioco accadono in una realtà alternativa del 1919. Diversi anni prima, mosso da fanatismo religioso, Constock ha costruito una città nei cieli che rappresentasse una sorta di “cosa più vicina al paradiso sulla Terra”, libera dall’oppressione del governo sottostante, ma ligia alle leggi divine. Tuttavia il concetto fondamentale di fratellanza universale viene messo da parte quando si parla degli afroamericani. Pare che Comstock infatti non abbia recepito la politica di emancipazione di Lincoln ed assisteremo a scene piuttosto forti nei confronti di poveri schiavi di colore, comunque nulla che non abbiamo già visto in diverse produzioni cinematografiche o letto sui libri di storia.
Sentiremo anche parlare di un certo massacro di Wounded Knee ai danni dei nativi americani e della rivolta dei Boxer, insomma la rappresentazione e la conseguente condanna di questi crimini contro l’umanità fanno da sfondo a un gioco che è sicuramente cruento e avrà un’escalation di violenza tale da renderlo quasi irriconoscibile rispetto ai predecessori.

Lo sfortunato protagonista di tutti questi eventi è Booker DeWitt, un ex-caporale di fanteria, sedatore di rivolte presso la Pinkerton e leggermente alcolista, costretto ad una missione speciale su Columbia per pagare un debito di gioco. Il suo obiettivo è recuperare una ragazza tenuta prigioniera dentro una… “torre”, e condurla a New York. L’obiettivo del gioco può apparire un cliché, ma la trama uscirà presto fuori binario ed inizierà a dare delle sterzate brusche non appena avrete l’impressione di aver ripreso in mano il filo conduttore.
Giunti su Columbia tutta la parte che precede il recupero di Elizabeth ha uno scopo puramente introduttivo. Il gioco vero, l’azione, l’approfondimento e la conoscenza dei protagonisti hanno inizio non appena avremo portato a termine il primo incontro con l’eroe in rosa del gioco.
La personalità di Booker emerge sin dall’inizio, facile ai nervi a causa dell’alcol ma anche freddo e calcolatore tipico di uno che in guerra ne ha vista molte. Segnato anche da eventi familiari burrascosi, conserva in cuore una dose di buon senso e compassione che spesso va in conflitto coi doveri della sua missione.
Elizabeth è un fiore candido e fragile, la cui purezza è molto apprezzata da Booker che cercherà di preservarla mantenendo un alone di mistero sul suo passato violento. Giovanissima, per la protagonista tutto ciò che si trova fuori dalla sua prigione è qualcosa da scoprire. Odia la violenza e ne resta facilmente scioccata, ma per forza di cose dovrà abituarsi a tutto il sangue che costerà la sua libertà.

Benvenuti a Columbia

Bioshock Infinite inizia con un omaggio al primo episodio, a Rupture: una traversata in acqua verso un faro, e questa scena verrà riproposta in diverse vesti in seguito. La scena va gustata senza il minimo spoiler quindi mi fermo qui.
La città sospesa in aria è un grande spettacolo di poligoni, texture ed effetti di luce, qualcosa che i fortunati possessori di una macchina potente e di un buon monitor HD saranno in grado di godere al massimo. L’aspetto un meno realistico e lampante riguarda le dimensioni del Sole che appare come se fossimo su Venere, ma dato lo stile grafico si tratta di un dettaglio trascurabile, del resto le proporzioni contano davvero poco se pensiamo a quanto grandi e innaturali, seppur belli ed espressivi, siano gli occhi di Elizabeth. Del resto non esistono neanche città sospese in aria, a meno di non essere ospiti di Lando Calrissian. Grafica tendente al fumettoso con colori molto vivi anche in condizioni di scarsa luminosità (non sarà mai un problema vedere al buio). In tutto questo tripudio di colori, poligoni, nebbie, esplosioni e sparatorie, il gioco si manterrà sempre fluido, senza nessuna sensibile caduta di framerate o freeze di sorta.

Booker parte con una pistola (somigliante a una Mouser C96, ma caricata in modo tradizionale contrariamente allo stile verosimile di Resident Evil 4) ed una cassetta di effetti personali vari, ma l’arma verrà perduta immediatamente, per dare maggior spazio alla conoscenza di un’arma da corpo a corpo (e non solo) particolarmente micidiale.
Lo Skyhook è un sorta di estensione da braccio con tre ganci magnetizzati disposti a forma di ventola. Oltre a rivelarsi micidiale come corpo contundente nello spezzare vertebre cervicali, costole e crani, ha la normale funzione di rampino magnetico che ci permetterà di aggrapparci a ganci di carico o di percorrere le rotaie sospese in aria. Sempre parlando di corpo a corpo, una caduta da un parapetto può recarci danno, ma non il fiondarci di scatto da una rotaia addosso un nemico per ucciderlo… forse qualcosa su fisica e fisico poteva essere pensato meglio.

Rientrare in possesso di un’arma di fuoco è il passo successivo allo Skyhook e in seguito potremo appropriarci di fucili stile Winchester 1901, fucili automatici e primitivi facili al surriscaldamento, fucili da cecchino, fino a potenze di fuoco maggiormente devastanti come bazooka e addirittura una mitragliatrice a canne rotanti azionata a manovella in stile farwest.

Vigor e combattimenti

A far compagnia alle armi, aggiungendo un elemento di tattica, ci sono i Vigor ovvero i Plasmidi di Infinite. Questi nuovi ricombinanti del DNA non verranno iniettati in vena, ma semplicemente bevuti. Dopo un bel sorso di Vigor assisteremo alla mutazione delle mani con le classiche animazioni particolari e spesso cruente, come se fossero delle allucinazioni. Per esempio col Bacio del Diabolo vedremo la carne in fiamme sciogliersi dalle dita lasciando le ossa scoperte, per poi vedere il bagliore di un flash e notare che gli arti hanno invece un aspetto normale. A ogni ritrovamento di un Vigor segue un piccolo filmato di presentazione girato nello stile cinematografico di inizio secolo, che ci illustra gli effetti normali del Vigor e quelli in modalità trappola.
Il comportamento dei Vigor cambia un po’ dai precedenti Bioshock, non lanceremo fiamme ma delle granate dall’aspetto di una palla di lava incandescente; possiamo scagliare in aria i nemici lasciandoli sospesi e inermi mentre ci divertiamo a fare il tiro al bersaglio (inutile coi nemici pesanti ovviamente) o prenderemo al lazo i nemici con dei vortici per attirarli a noi in stile Scorpion. Ma l’abilità che ho trovato particolarmente utile è la possibilità di bloccare i proiettili sparati, ammassarli in una sfera di piombo e rispedirla al mittente (particolarmente utile contro i Patrioti).

Il limite massimo delle armi trasportabili è pari a due e possiamo cambiarle con l’utilizzo della rotellina del mouse, mentre possiamo utilizzare i numeri della tastiera per selezionare gli otto Vigor che avremo modo di trovare durante il gioco. L’utilizzo dei nuovi Plasmidi, come sempre, è regolato da una sorta di barra del mana posizionata in basso a sinistra e al di sopra di questa, in alto, troveremo la barra di salute e quella dello scudo elettromagnetico che assorbirà qualche colpo prima di interessare l’energia vitale.
La barra del Vigor è sezionata in tacche, le cui dimensioni variano in base al tipo di abilità speciale che stiamo utilizzando, per esempio la possessione per esempio è uno dei Vigor maggiormente costosi e ci consentirà due soli utilizzi all’inizio del gioco, contrariamente al Bacio del Diavolo (la palla di fuoco) il cui numero di utilizzi è triplicato.
A dare man forte a Booker ci penserà anche Elizabeth, la cui funzione nel gioco non si limite all’essere la classica bambolina indifesa. Oltre a trovare denaro di tanto in tanto, e lanciarci oggetti curativi e munizioni in battaglia, potrà utilizzare degli squarci dimensionali (ne potrà materializzare solo uno tra i tanti selezionabili sulla mappa), che consistono in Patrioti che combattono dalla nostra, torrette, ripari e armi di supporto.
Dovremo dimenticare i filmati in cui Elizabeth usava i Vigor in quantità pagando con spossatezza ed epistassi, e non dovremo neanche preoccuparci dello suo stato di salute dato che sarà immune a qualsiasi fonte di danno, e anzi, per non bloccare la visuale trascorrerà la maggiorparte del tempo riparata da qualche parte a debita distanza da Booker. Era ora di vedere un gioco in cui i co-protagonisti che non combattono evitano di stare sulla linea di tiro, fare della scampagnate nel mezzo del combattimento o raccontare filastrocche!!!