Overwatch: A King’s Quest (I)

La nostra “sezione” di Overwatch è diventata grande davvero. E di recente, per quella mia naturale inclinazione a domandarmi cosa causa cosa, mi sono trovato più volte a ripercorrere nella mia mente la storia del nostro gruppo, a ragionare su quali siano stati i fattori più determinanti per il suo, forse inaspettato, successo. E in concomitanza a questo prolungato pensare, è capitato che diversi dei ragazzi del Discord mi chiedessero informazioni circa le nostre origini, o della CoOmmunity in generale. Questo interesse mi ha spinto a scrivere la nostra avventura, anche per diletto e utilità personale. Ovviamente non voglio recensire il gioco, né trattare la mia personale storia, ma voglio avvertire i lettori che rimane pur sempre un resoconto basato quasi interamente sulla mia esperienza, e che siccome sento di poter affermare senza arroganza di essere stato un fattore determinante allo svolgimento degli eventi, ho ritenuto necessario inserire qualche opinione e aneddoto personale al fine di far capire meglio diversi passaggi che ritengo chiave.

Hype

Mi ricordo ancora i giorni precedenti il Day 1. Nonostante nessuno della CoOmmunity avesse avuto accesso alla fase precedente il rilascio di Overwatch, c’era un’anticipazione palpabile nell’aria. Il solo weekend di Open Beta un paio di settimane prima era bastato ad accendere un fuoco in noi, aiutati dalla solita Blizzard, molto esperta nelle sue campagne di Marketing. Cinematics e artworks rilasciati fino a quel momento avevano messo l’ acquolina in bocca a tutti. E infatti all’ uscita del gioco, furono tantissimi tra noi a buttarcisi a capofitto. Perfino chi era storicamente più restio al provare nuovi titoli, come i ragazzi di World of Warcraft, decise di dare una chance all’ultimo nato Blizzard. Nei primi tempi, ci fu un discreto movimento nei canali di Overwatch (su Teamspeak, ndr), anche 10 giocatori collegati nello stesso momento e probabilmente più di 20 giocatori attivi. Ricordo come fosse ieri sessioni su sessioni giornaliere di Partite Rapide interminabili, anche dalle 6 alle 10 ore. Fino alla ciliegina serale, quando la massa di chi tornava dal lavoro arrivava a casa e ci si organizzava in squadre per giocare delle vere proprie Scrims interne alla CoOmmunity. Ma come è naturale e fisiologico, nel corso delle 3 o 4 settimane successive, una buona parte di quelle stesse persone, in qualche maniera vittime dell’eccitazione creata dall’ hype iniziale e dalla novità, smisero gradualmente di giocare. Il gruppo che rimase dopo quella iniziale scrematura è quello che considero la nostra prima vera “sezione” di Overwatch: Leyard, Rokcnar, Decaffeinato, Mangiafuoco, GaretJax, Spartan e io. Eravamo ancora ad inizio Luglio, e complici l’estate e l’ implementazione della Modalità Competitiva, continuammo ad essere attivissimi. Almeno per un po’.

Grinding

La maggior parte di noi preferiva affrontare la Modalità Competitiva in compagnia, per limitare la possibilità di trovare “elementi negativi” in partita o anche solo per sentire un po’ di solidarietà nei momenti di frustrazione che inevitabilmente questo gioco causa. Ma non io. Il mio Modus Operandi per quello che riguarda il Gioco Competitivo è sempre stato piuttosto particolare. Buona parte della CoOmmunity dell’epoca sapeva che avevo dichiarato più volte il mio intento di diventare veramente forte su Overwatch. E chi mi conosce sa benissimo come mi trasformo in un Grinder infaticabile quando mi prefiggo un obiettivo, fintanto che rimango motivato. Ma sa anche, che nel mio tentativo di tagliare fuori qualunque fonte di distrazione esterna per raggiungere la concentrazione assoluta, ho la la sgradevole tendenza ad entrare in uno stato di isolamento progressivo, a discapito del tempo speso in compagnia degli amici.

Anche in questo caso, il mio comportamento fu praticamente identico, solo che l’ obiettivo si rivelò per una varietà di motivi essere molto più complicato da raggiungere di quanto lo fosse stato su altri titoli, e sebbene non smisi di giocare del tutto con il gruppo, la mia presenza diventò sempre più sporadica e di certo influenzò la voglia che gli altri avevano di Overwatch. Giornate e serate spese insieme divennero un ricordo e con il raffreddarsi delle temperature, si raffreddò anche l’entusiasmo generale della “sezione” verso il gioco. Sia la frequenza che le ore di gioco totali si ridussero lentamente fino a raggiungere una sorta di equilibrio all’inizio del 2017.

I Primi 6 Mesi

Solo ora mi rendo conto di quanto quel comportamento era lontano dall’essere ideale per fare nuove conoscenze, mantenere sane quelle attuali ed espandere il proprio circolo di amici. Ma d’altronde all’epoca, qualcosa in me era ancora “vecchio” nell’intendere il gruppo e la CoOmmunity, e non c’era una vera e propria campagna di Promoting e Recruiting per la sezione di Overwatch, dunque il movimento era tutto sommato molto poco. Non solo, quel movimento mi sembrava perfettamente conforme a quello che una “Community modesta” come la nostra potesse permettersi e aspettarsi. In effetti, era limitato a qualche comparsa, certo gradevole, ma purtroppo temporanea ed è con un po’ di rammarico che posso affermare che gli unici “acquisti”, comunque di grande qualità, che facemmo in quel periodo ancora presenti nella CoOmmunity ad oggi sono GivesGifts (trovato in Game da Mangiafuoco), Crisped (arrivato da solo tramite il FoOrum) e Draghinax (amico di GaretJax).